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Analisi di un passaggio, ad un anno dalla morte.


A Berlino vieni se hai bisogno di scremare il teatro quotidiano della tua vita. Vieni se vuoi avere un approccio alla logica basato su dialettiche ferme.Vieni se vuoi respirare quanto la storia finisca ogni giorno. Vieni se vuoi vedere la disintegrazione sociale dei turchi abusati dal mercato tedesco del lavoro.Vieni se vuoi vedere donne libere di notte e donne schiave di giorno. Vieni se vuoi essere investito da una produzione culturale senza soluzione di continuità dove la proposta ha un profilo altissimo e vive di povertà ed escamotages. Vieni se vuoi vivere le tracce della memoria di un oriente freddo. Vieni se vuoi veder piovere caratteri cirillici. Vieni a vedere il fallimento del multiculturalismo. Vieni a vedere il fantasma nazista aggirarsi nella paura tedesca. Vieni se vuoi avere un infarto con dello speed in pasta. Vieni se vuoi fare clubbing dal lunedì al lunedì. vieni se vuoi vedere il cielo ingoiare l’orizzonte sfumando nello skyline di blocchi di cemento grigio e nero.  Vieni se vuoi ritrovarti a fare foto in un ospedale militare sovietico  abbandonato. Vieni se vuoi odiare l’imbecille turista che ulula a Kottbusser Tor pensando che Berlino sia la città più libera del mondo. Vieni se godi nel vedere come i tossici fanno sòle ai turisti. Vieni se vuoi fare sesso liberamente e senza nevrosi, in un’algebra fatta di equilibri polari a tempo determinato. Vieni se vuoi mangiare minipizza all’imbiss di Schlesisches Tor sentendo bestemmiare in napoletano. Vieni se vuoi vedere quanto sono belli gli studi medici.  Vieni se vuoi perderti nelle silenziose architetture del quadrante occidentale di Schöneberg, Charlottemburg, Wilmersdorf, Kleistpark.  Vieni se vuoi fare un pic-nic su una pista d’atterraggio. Vieni se vuoi vedere come i turchi vengono cacciati a calci dalle speculazioni immobiliari di Neukölln. Vieni a vedere le vetrine di Hijab con paillettes. Vieni a ballare la storia degli ultimi vent’anni di techno con musicisti che fuori costano miliardi e qui suonano per 50 persone. Vieni se vuoi mangiare un Currywurst al Curry36 di Mehringdamm. Vieni se vuoi graffiare delle Mercedes con un coltello. Vieni se vuoi vedere quanto Mitte stia elemosinando credibilità nel marcire economico della Berlino est post-speculazione. Vieni se vuoi conoscere l’infamia russa di Hackescher Markt. Vieni se pensi che Wedding sia il futuro di Berlino nonostante ci siano solo turchi e un forno crematorio. Vieni a vedere come L’antenna della televisione sembri una siringa conficcata nella trombosi del cielo berlinese. Vieni se capisci che meno è più. Vieni per godere della durezza lesbica tedesca.  Vieni alla Gropius Bau a vedere la mostra definitiva della Bauhaus. Vieni a chiederti “ma il muro, dove cazzo stava”. Vieni se vuoi vedere la girandola mortale dei corpi in collisione tra la S-Bhan e La U-bhan di Warschauer Strasse. Vieni se pensi che il Fiken 3000 abbia rotto il cazzo come interspazio queer. Vieni se vuoi evocare Tom Of Finland durente Folsom Europe. Vieni a vedere quanto i colori siano architettonicamente disgustosi e violenti a Strasse der Pariser Kommune. Vieni a squagliarti il cervello alla VolksHochSchule in mezzo a bambini deficenti, vecchie frustrate, proto-artisti e diciannovenni turche incinta del secondo figlio. Vieni a passare la giornata nella libreria di antiquariato di Hauptstrasse. vieni a conoscere l’ecologia umana che vive dentro Ostbahnhof. Vieni se vuoi impattare ordine, disciplina e denuncia. Vieni se vuoi conoscere il silenzio che passeggia. Vieni se vuoi godere di una precisione millimetrica dei mezzi pubblici.  Vieni se vuoi vedere una  mostra di fotografia dedicata allla neue frau di Marianne Breslauer. Vieni all’Arkaden di Potsdamer Plaz a vedere l’inutilità delle faccie stupite  per la volta che cambia colore. Vieni in sauna a Mohren Strasse a conoscere l’ottantenne sotto viagra. Vieni a perdere la coincidenza dei bus notturni  che da Ovest ti porta a Est  all’incrocio tra  Spandauer Strasse/Marienkirche. Vieni a vedere l’Hiv di Motz Strasse a passeggio con un carlino.  Vieni se ti vuoi fare di Ghb e scopare bare back al Lab. Vieni se vuoi essere travolto dalla Berlinale che solo per capire cosa vuoi vedere devi studiare un mese. Vieni a vedere il maiolicato sanitario delle stazioni della U5 e arriva a Hönow. Vieni a rimorchiare su Gay Royal ed entra nelle case della gente per vedere arredamenti e ceramiche degne di un film di Buttegereit. Vieni a vedere come i circuiti di feste si aprono e chiudono ogni sei mesi in un oligopolio vuoto. Vieni a conoscere le micro-identita’ territoriali incapaci di prendere la U-bhan per una fermata che le porti fuori dal quartiere.  Vieni se pensi che la scena degli squats di Rigaer Strasse sia una cartolina scolorita che vive all’ombra di un passato a scelta. Vieni a farti coccolare dal Barbie Deinhoff’s in un mitra di Jägermeister Rosa. Vieni ad Incontrare Blixa Bargeld per caso, gonfio e cirrotico. Vieni a vivere la solitudine in un inverno dove se sbagli strada rischi il congelamento. Vieni a mangiare al ristorante russo di Boxhagener Strasse ubriacandoti con il vino georgiano e la vodka al pepe. Vieni a settembre a vedere quanto è ridicola la maratona. Vieni a mangiare un Wiener Schnitzel gigante da Louie e vedere quanto gli austriaci mantengano alla differenziazione e quanto siano in realtà ancora più mediocri.  Vieni a respirare il buio, in ogni suo singolo raggio, dai club, agli uffici, dai bar ai ristoranti. Vieni a comprare il pane turco di notte a Sonnen Alle. Vieni a berlino, dove tutto è scritto e un cambiamento linguistico passa per la guerra. Vieni a bBerlino, dove lo stimolo è risposta, la causa è effetto e la funzione è struttura. Vieni a Berlino a vedere quanto è scialbo e democratico il tedesco medio con la sua birra in mano. Vieni a Berlino ad essere queer, capello tinto, bandana, Ray Ban Wayfarer accento finto americano. Vieni a Berlino a vedere forme tra le candele. Vieni a Berlino a vivere cultura naturista del Bio Markt e l’Antroposofia. Vieni a fare psicoanalisi viaggiando un giorno intero senza meta sulle S-Bhan. Vieni a farti le dita nere fumando tabacco. Vieni al mercato turco di Kleistpark, due ananas 1 euro, un kg di cosce di pollo 2.50, un pacco di 4 spezie 50 centesimi. Vieni a mangiare cioccolata nei negozi svedesi durante la Fashion Week. Vieni a drogarti con due euro.  Vieni a romperti il cazzo in una ressa umana che fa finta di divertirsi il giovedi sera al MöbelOlfe. Vieni a stare in case decrepite con la stufa a carbone. Vieni a incontrare una fimuana di gente il cui sogno rimarrà nel cassetto. Vieni a ballare Disco e Deep House tra giovani barbuti che pensano di vivere a New York nel 1972. Vieni nel mondo dei Free Press, Uno per ogni singolo evento.  Vieni a varcare Ostkreuz e inoltrati per Lichtenberg. Vieni a fare bocchini tra i cadaveri in decomposizione nella dark dello Scheune. Vieni a vivere i concetti di musica ed epica alla Volksbühne. Vieni a raccogliere funghi nel brandeburgo.Vieni a vedere  quanto sono ridicoli sgli scazzi tra writers Ost/West. Vieni a vedere Wannsee a gennaio. Vieni a ritrovarti per caso negli scontri antifa all’apertura di un negozio Thor Steiner. Vieni a vedere la gente suicidarsi a Warschauer Brucke. Vieni a conoscere il migrante italiano incastrato nelle sue psicosi da  esilio. Vieni a sentire le Scream CLub per la miliardesima volta. Vieni a vedere come ogni revival è finito in un cesso turco. Vieni a comprarti le sigarette dai cinesi e i biglietti della metro dai tossici. Vieni a odiare gli artisti di Kreuzberg, i bar di kreuzberg, i ristoranti di Kreuzberg, i negozi di Kreuzberg, le strade di Kreuzberg, Kreuzberg. Vieni a snobbare L’after del Berghain e a vederti Baby D il mercoledi sera. Vieni ad incrociare coatti da stadio che ti urlano in faccia “aus, aus, aus Berlin”.  Vieni a odiare i Punks di Friedrichshain con i loro dreadlocks e i loro cani del cazzo. Vieni a vedere i sopravissuti del KØPI con i topi. Vieni ad annoiarti con le rivendicazioni queer da due soldi dello Schwarzer Kanal ed il Transgenialer. Vieni a vedere quanto è indie lo Schwuz. Vieni a strappare i manifesti del Maria am Ostbahnhof sul ponte.  Vieni a sputare sulla gioventù del mondo che si sente così garantita nelle avventure a venire. Vieni a dedicare un sorriso agli Hartz IV che raccolgono bottiglie nella notte. Vieni a Berlino.

Vieni.


Per quanti di voi fossero interessati ad approfondire l’universo di Francesco Macarone Palmieri, è concomitante con i giorni in cui questo articolo viene scritto, l’uscita del suo nuovo libro, Tanz Berlin, strettamente legato all’opera di cui sopra.

Tanz Berlin

Immagine estrapolata dal libro, che include il foto reportage di Aghia Sophie

TANZ BERLIN

IamWarbear

WARBEAR aka Francesco Macarone Palmieri
Was born 1970 in Rome and lives between Berlin and Rome. He is a social anthropologist, Performance Artist, Curator, Festival Promoter and DJ. His work is based on Cultural Studies with a focus on Sex Cultures, Independent Cinema and Sociology of Emotions. He published a series of books and essays with international editors and gave lectures in Conferences and Universities, performed and played as DJ all over Europe.

Warbear
Dj - Sociologist - Writer

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